Theriaké (Θηριακή) ovvero l’antidoto usato dagli antichi Greci contro qualsiasi veleno, in particolare contro il morso di vipera. Nella lingua latina diventa teriaca, portata a Roma da Pompeo dopo la sconfitta di Mitridate, re del Ponto. E teriaca sarà chiamato per molti secoli ancora il medicinale per eccellenza, il rimedio capace di risolvere ogni tipo di male, largamente adoperato in Europa a partire dal XVI secolo.

Anche attorno alla complicata preparazione della teriaca sono giunte fino ai nostri giorni ricette che includono oltre sessanta ingredienti , come di altre formulazioni, si struttura e prende corpo l’arte dello speziale. A Venezia, infatti, la preparazione della teriaca avveniva in un luogo pubblico e in presenza delle autorità per garantire la qualità del prodotto. Un esempio, questo, insieme alle prime farmacopee, di regolamentazione del settore.

Se volessimo considerare la storia della professione farmaceutica come un continuum, potremmo allora dire che ciò che separa epoche così lontane da quella presente è di certo il passaggio dalla conoscenza pre-scientifica a quella scientifica; ma ciò che ci unisce e ci fa eredi diretti di quel passato è la necessità di una srtuttura professionale riconosciuta, di una deontologia, e la possibilità di agire in scienza e coscienza per la promozione e la cura della salute umana. Un altro aspetto rimasto costante nel tempo è dato dall’impronta multidisciplinare che caratterizza la formazione del farmacista.

Per questa ragione nella nostra nuova rivista proporremo ai lettori un contenuto multidisciplinare tenendo conto dei problemi della professione, degli aspetti economici, del mondo universitario, degli avanzamenti della ricerca scientifica in sanità, inserito in una visione integrata ed unitaria del sapere in contrasto all’eccessiva frammentazione odierna. Lo faremo seguendo un percorso che non escluda l’arte e la cultura come elementi di formazione umana, spirituale e quindi anche professionale. Ci guiderà in questo cammino un maestro d’eccezione: Rodolfo Papa, artista e storico dell’arte.

Né sarà trascurato il dibattito sui temi che maggiormente interessano la sanità; cercheremo di affrontarlo con umiltà ed equilibrio nel pieno rispetto delle diverse posizioni.

Se è vero che la salute e il benessere sono l’obiettivo della professione farmaceutica, la sua stessa ragion d’essere nella società, allora il centro dell’interesse del farmacista deve essere l’uomo, e in special modo il malato nella sua particolare condizione di fragilità. Al malato e ai suoi familiari vanno riservate cure ed attenzioni, non solo dispensando i medicinali ma anche con l’informazione e il consiglio, ricuperando l’importanza del tempo da dedicare a ciascuno. Operazione, questa, difficile quante altre mai in un contesto di sovrabbondante burocrazia, dove si guarda sempre più alla correttezza formale dei documenti, all’ottenimento della riduzione vera o presunta della spesa pubblica e sempre meno alla persona.

Auspichiamo pertanto di diventare il veicolo delle iniziative di AgiFar Agrigento, e soprattutto delle idee che verranno da coloro che con entusiasmo e sollecitudine hanno accettato di collaborare con noi, onorando questo foglio, altrimenti assai modesto, con la propria autorevolezza e il proprio rigore scientifico: Paola Brusa, Erika Mallarini, il già citato Rodolfo Papa, Vita Di Stefano, Carla Gentile, Corrado De Vito, Gaetano Di Lascio, Claudio Distefano, Pinella Laudani, Annalisa Pitino, Laura Camoni, Stefania Bruno, Aurelio Giardina e Roberto Di Gesù.

Richiamandoci al titolo che abbiamo scelto per questa testata, cercheremo di essere, se non un antidoto, almeno un linimento per affrontare le sfide del nostro tempo raccogliendo l’eredità del passato.

Settembre 2019

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